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Cambiamenti climatici globali: che fare dopo 25 anni di chiacchiere?

Atti e Video del Seminario - Lunedì 14 dicembre 2015

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I cambiamenti climatici globali sono una sfida: la stiamo perdendo perché di fronte a un’ipotesi di diagnosi di carcinoma ci hanno somministrato un costosissimo antipiretico (Protocollo di Kyoto) e ci promettono un ancor più costoso ricostituente (COP 21 a Parigi).
Una serie di azioni in collaborazione internazionale possono dare risultati concreti se si esce dall’ermeneutica accompagnata da catastrofismo e wishfull thinking e si entra nel realismo e nella prassi con interventi che sono validi comunque, sia il cambiamento climatico antropogenico o meno.I 25 anni (IPCC First Assessment Report è del 1990) sono ripercorsi utilizzando due presentazioni: una del 2001 e una di questi giorni.
ATTI
Presentazione Pistellacliccate qui per scaricare la
presentazione di Fabio Pistella
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VIDEO
PARTE N. 1
PARTE N. 2
Relatore: Fabio Pistella
1967
Laurea in Fisica con lode Università di Roma Sapienza
1967-1979
al CNEN: Ricercatore Laboratorio Fisica e Calcolo Reattori poi Programma Navale, e Programma Plutonio. Capo Servizio Dip.to Reattori Termici.
Assistente Volontario di Fisica Nucleare Applicata e di Filosofia della Scienza
Professore Elaboratori Elettronici Università della Tuscia (1971-1976)
1979-1981
Assistente del Presidente del CNEN
1981-1997
Direttore Generale del CNEN e quindi dell’ENEA
Nomina Professore Associato confermato di Impianti Nucleari
Presidente Società Esperienze Termoidrauliche SIET
Presidente e Amm.re Delegato della Finanziaria REL (Ristrutturazione Imprese del Settore Elettronico)
Alto Rappresentante Italiano in Eureka (European Research Initiative) dalla Fondazione (1985)
1997-2004
Professore di ruolo Economia Applicata all’Ingegneria Dipartimento Ingegneria Meccanica e Industriale Università Roma Tre
Presidente di APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) 1989-1994 e 1998-2003
Consigliere di Amministrazione del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) GRTN (Gestore Rete Trasporto Nazionale)
Consulente Autorità Energia Elettrica e Gas
Presidente INOA (Istituto Nazionale Ottica Applicata) 2001-2003
Subcommissario con funzioni di Direttore Generale CNR 2002-2003
2003-2004
Componente Collegio Autorità Energia Elettrica e Gas
2004-2007
Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Professore Economia e Gestione dell’Innovazione Università LUISS Roma (2005-2009)
2007-2010
Presidente del CNIPA (Centro Nazionale Informatica Pubblica Amministrazione)
2010
Commissario Straordinario di DIGITPA
2011-2013
Componente del Consiglio Direttivo di DigitPA
2014-oggi
Consigliere di Amministrazione di ENR Ente Nazionale Ricerca e Promozione della StandardizzazioneConsigliere Scientifico di Ministri dell’Università e della Ricerca, Ministri dell’Industria e Presidenti di Commissioni Parlamentari.
Componente di vari Comitati e Consigli Scientifici della Commissione Europea in materia di ICT, Energia Ambiente e Programma Quadro Ricerca.
Alto Rappresentante Italiano in Eureka dal 1985 al 2003 e Presidente nel 2004
Componente di Comitati Direttivi di Centri Studi Universitari quali lo IEFE (Istituto di Economia della Fonti di Energia) della Università Bocconi.
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2 Responses to Cambiamenti climatici globali: che fare dopo 25 anni di chiacchiere?

  1. Emanuele Davia Rispondi

    dicembre 9, 2015 a 2:52 am

    Una delle ragioni di fondo per cui, nel trattare dei problemi ambientali, nei venticinque anni trascorsi hanno prevalso “le chiacchere” sui fatti è quella di aver diviso nella trattazione di un fenomeno unitario come il degrado,in comparti separati e cioè il clima, la biodiversità e la desertificazione. Ciò che nelle intenzioni doveva facilitare e renfere più semplici gli accordi è divenuto un terreno fertile per i sofismi e i bisantinismi. Altro errore è stato che, in tutte le conferenze mondiali, le elegazioni di tutti i Paesi sono state chiamate a discutere su di un testo già predisposto e non ad annunciare ciò ogni Paese si proponeva di fare contro il degrado. Risultato : ogni Paese si è battuto per ciò, che a proprio avvisogli altri Paesi avrebbero dovuto fare

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