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ATTI XXXII CGI – L’apporto della Geografia tra rivoluzioni e riforme

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AVVISO AI GEOGRAFI ITALIANI

Con grande piacere ho l’onore di annunciare all’intera comunità geografica nazionale la pubblicazione degli Atti del XXXII Congresso Geografico Italiano, opera prima della nuova Casa editrice A.Ge.I. La cura degli Atti si deve a Franco Salvatori al quale va il più sentito ringraziamento del nostro sodalizio. È facile prevedere che questa monumentale opera rappresenterà uno dei risultati più significativi del mandato quadriennale dell’A.Ge.I. 2017-2021.

Gli Atti e i relativi estratti*, molto attesi dagli autori, risulteranno liberamente disponibili sul sito sociale www.ageiweb.it a partire dalle ore 9 di lunedì 18 febbraio 2019 (a QUESTO LINK).

Molte sono le ragioni dell’entusiasmo e della soddisfazione che questo mio annuncio vuole esprimere.  Esse possono ravvisarsi prima di tutto nei numeri di questa pubblicazione in formato digitale. Si tratta di veri e propri primati assoluti mai stabiliti in precedenza nei 125 anni di storia del convegno nazionale che inizia nel 1892: le oltre 550 iscrizioni al congresso hanno permesso prima di finanziare l’organizzazione dei lavori congressuali e ora di realizzare anche quest’opera di 3350 pagine che dispone di illustrazioni anche a colori e ad alta risoluzione. Gli Atti sono divisi in 44 sessioni e accolgono 414 contributi. Questi semplici dati mostrano la portata storica della pubblicazione che racchiude in una sola opera, disponibile a tutti perché open source, riflessi significativi dell’attività di ricerca dei geografi italiani e dei gruppi di lavoro e di osservare con chi i nostri ricercatori si confrontano, studiosi stranieri o afferenti ad altri ambiti scientifici, come nota il coordinatore del Comitato Organizzativo del Congresso Filippo Celata a p. 29.
Molte sono anche le considerazioni da fare dal punto di vista qualitativo. Vorrei qui mettere in evidenza i punti più significativi del metodo con cui si è operato per arrivare a questo prodotto della ricerca per le positive ricadute generali e gli avanzamenti ottenuti nella comprensione delle tendenze in atto nella ricerca geografica italiana. Un modello condiviso di governance è stato posto al centro dell’intera operazione. Basti ricordare la scelta dell’anno di svolgimento, il 2017, in ragione del 150° della SGI, il coinvolgimento nella fase propositiva di tutti i sodalizi geografici, l’introduzione della formula della call for session (una prassi organizzativa molto diffusa a livello internazionale, ad es. nei congressi EUGEO), il coinvolgimento di tutti gli Atenei romani.
L’attenzione rivolta alle situazioni di contesto è stata ottenuta con una snella e dinamica macchina organizzativa e grazie alla scelta dell’ottima sede dei lavori nel polo universitario di Roma Tre.
La totale apertura alle diverse componenti della geografia compresa la realtà emergente della ricerca non strutturata fa di quest’opera uno strumento fondamentale per rafforzare il senso di appartenenza e per seguire l’evoluzione della figura del geografo. La pubblicazione di questi Atti si avvale di altre scelte innovative e cioè la nascita di una nuova casa editrice dedicata alla geografia – la Casa Editrice A.Ge.I. – e l’introduzione del digitale e della libera diffusione interna ed esterna alla geografia dei risultati scientifici del congresso nazionale. La geografia con questa tipologia di pubblicazione accrescerà la sua presenza nei motori di ricerca e la sua capacità di trasferimento delle conoscenze. Mi fermo qui, in attesa di recensioni e analisi più approfondite degli Atti, vorrei esprimere un ringraziamento a tutti i geografi italiani per questo contributo che scaturisce – è evidente – dall’impegno dell’intera comunità geografica nazionale. Mi unisco ai ringraziamenti della coordinatrice del Comitato Scientifico del Congresso, Paola Morelli, che si trovano nella sua bella Introduzione (v. p. 27), grazie della collaborazione anche ai coordinatori di sessione che hanno fatto da tramite con gli autori e infine grazie a Paola Benigni e a Massimiliano Tabusi che hanno lavorato duramente e rapidamente, la prima nel lavoro di impaginazione e il secondo di caricamento dell’opera sul sito sociale dove è stato creato uno spazio apposito.

*N.B. Gli estratti di sessione sono stati pensati per essere utilizzati anche come estratti per il caricamento sul sito Cineca o di ateneo: ciascuno potrà caricare, come PDF del proprio testo, tutto il file della sessione.

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Autoritratto con orecchio bendato (Arles, gennaio 1889)

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