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Artemisia Gentileschi e il suo tempo

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“Andar per Gallerie e Musei è una soddisfazione culturale, che dona allo spirito gioia e benessere, cancellando – come per magia – le preoccupazioni quotidiane”: il suggerimento di Nicola Santoro, che apre un suo articolo – fresco di stampa – diffuso da AgriCulture, trova facile utilizzazione visitando la splendida mostra di quadri di Artemisia Gentileschi, a Palazzo Braschi, a Roma.

Già il Palazzo suscita interesse, per la sua bellezza e la sua storia, essendo stato possedimento e abitazione della nota famiglia cesenatese che annoverò nel suo albero genealogico Giovanni Angelo (Pio VI – 1775/1799), il quale ebbe non pochi contrasti con Napoleone; e che fu la prima sede del Ministero degli Interni del Regno d’Italia, quando Roma ne divenne la Capitale.

Artemisia è stata già celebrata, a Roma, in precedenti mostre, ma quella attuale – ricca di una eccezionale raccolta di suoi dipinti, molti dei quali influenzati dalla ammirazione che lei riservava al Caravaggio – si giova anche di prestiti di famose Gallerie e di collezioni private; quadri che, pertanto, potranno essere conosciuti e ammirati – fino al 7 maggio prossimo – soltanto in questa esposizione.

Cogliamo, quindi, la eccezionale opportunità offertaci, destinando un po’ del nostro tempo libero a questa splendida Mostra, per “coltivare la sensibilità al bello, alla eternità dell’arte, alla cultura”.

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